Televisione ubiqua: una ricerca Doxa smonta i luoghi comuni sul mezzo più amato

E così scopriamo, grazie a un’indagine Doxa, che un italiano su quattro potrebbe fare a meno della televisione. Che ne è allora di un popolo cresciuto a pane e TV? Che ne è di quella TV nazionalpopolare, brodo di coltura di trasmissioni mitiche e longeve come Domenica In o il Maurizio Costanzo Show? Il piccolo schermo è davvero sul viale del tramonto schiacciato dalla digitalizzazione e dai social media?

Televisione_in_cinema_per_Lascia_o_Raddoppia
Foto: Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4209195

Non è così. La verità è che gli italiani potrebbero fare a meno dell’apparecchio televisivo, non dei suoi contenuti. La TV si è moltiplicata, è diventata ubiqua. Possiamo guardarla in metropolitana, sul divano di casa, in ufficio, al parco. Esattamente come 50 anni fa, quando ci veniva incontro persino al cinema, come nella foto che abbiamo scelto per questo post: una sala affollata di spettatori incollati a Lascia o Raddoppia.

La TV è uno strano animale mitologico, un incrocio tra un vecchio camaleonte e un’araba fenice. Spunta dai cellulari e dagli schermi dei computer, ci lascia decidere dove e quando vederla e – soprattutto – ci permette di scegliere cosa vedere.

Un’occasione per ricordaci che in una buona strategia di comunicazione la televisione non deve mancare. Per quanto per un ufficio stampa possa essere a volte difficile da coinvolgere, lo sforzo vale sempre il risultato.

Per dirla con un haiku:

La cara TV
non lascia, anzi raddoppia.
La guardi ancora

 


Per approfondire sfogliate qui la ricerca, gli spunti non mancano:

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