Anche Wikipedia influenza le opinioni. Ecco perché dovremmo conoscere (e se necessario rettificare) le voci che ci riguardano

E se Wikipedia fornisse informazioni imprecise o sbagliate su di noi o sulla nostra azienda? Cosa faremmo? A tutti è capitato di soffermarsi su una pagina di Wikipedia facendo ricerche, eppure prima di usare quei contenuti ci pensiamo sempre due volte. In un momento in cui le fake news sono diventate il centro del dibattito, non solo della comunicazione, il dubbio è legittimo e la prudenza non è mai troppa. Infatti per le ricerche in italiano qui in Haiku RP preferiamo sempre il sito Treccani, confidando nell’affidabilità di un’antica istituzione della cultura italiana.

Mentre la scelta di creare una voce dell’Enciclopedia Treccani è frutto delle decisioni di una redazione scientifica, su Wikipedia l’iniziativa è affidata a chiunque abbia voglia di approfondire un argomento. Cosa significa questo? Che indipendentemente da noi, la nostra azienda potrebbe essere oggetto di una voce di Wikipedia, così come potremmo esserlo noi stessi se fossimo personaggi pubblici. Avete già provato a cercarvi?

Dal punto di vista della comunicazione il tema è comunque delicato. Wikipedia, per la sua diffusione, è sicuramente una fonte che può influenzare la formazione delle opinioni dei nostri stakeholder, anche indirettamente. Non sono da sottovalutare ad esempio le voci generiche che riguardano il settore in cui si opera. In un momento di acceso dibattito sui vaccini ad esempio, Wikipedia offre comunque un quadro d’insieme delle controversie scientifiche in corso.  Un altro esempio può essere quello dell’olio di palma, recentemente al centro di una campagna finita in tribunale (qui un articolo). Anche su questo argomento Wikipedia dedica ampio spazio al dibattito scientifico in atto. Come sono trattati questi argomenti? C’è imparzialità? Quanto peso viene dato a teorie che in alcuni casi non meriterebbero nemmeno di essere dibattute?

Wikipedia per sua natura è un luogo aperto (suggeriamo di leggere una recente intervista a Katherine Maher, Executive director della Wikimedia Foundation) ma c’è da chiedersi perché troppo spesso le aziende pensino che contribuire ai suoi contenuti non le riguardi.

Foto: via Wikimedia Commons